Siamo obbligati a trovare una soluzione

IMG_20130317_101745Un fine settimana “emozionante”. Venerdì l’Appello di alcuni cittadini a Montecitorio affinché gli eletti in Parlamento si “assumessero la responsabilità di dare un Governo al Paese”. Sabato un forte segnale di “rinnovamento” giunge dalla Camera e dal Senato proprio nel giorno della “Memoria e dell’impegno in ricordo delle Vittime delle mafie”, proprio nel giorno dell’agguato a Via Fani.

Oggi (guarda caso il compleanno della nostra Nazione) il risveglio sembra essere più lieve, soprattutto perché accompagnato da parole di speranza e di impegno. Mi riferisco alla “nuova fase Costituente” di Pietro Grasso ed allo “spazio alla buona politica” di Laura Boldrini. Mi riferisco a tutti gli uomini che credono nella politica “buona”, che pensano che possano esserci “risposte rapide ed efficaci all’altezza della crisi sociale, economica, politica che sta vivendo il Paese”, che credono fermamente nelle parole “lavoro, giustizia, diritto, fortezza e concordia”, che attendono una “nuova fase Costituente che sappia stupire e stupirci”, che sono convinti che finalmente la Camera ed il Senato possano diventare “case di vetro”.

Adesso inizia il cammino arduo, quello che impone alla “politica” di adeguarsi finalmente alle esigenze ed alle istanze dei cittadini, non solo per trovare le soluzioni ai gravi problemi che affliggono il nostro Paese, non solo per concretizzare proposte serie e costruttive, ma soprattutto per un riavvicinamento concreto alla realtà, alla strada, ai problemi di tutti i giorni.

Venerdì davanti a Montecitorio ho visto uno striscione che dovrebbe diventare uno slogan ben impresso nelle nostre menti: “Siete obbligati a trovare una soluzione”…io suggerisco di aggiungere “Siamo”…perché se è vero che la “nuova fase Costituente” deve e può nascere solo e soltanto se la “politica” potrà agire in una “casa di vetro” in cui tutti noi siamo tenuti a buttare un occhio, è anche e soprattutto vero che in quella stessa “casa di vetro” (che dovrà diventare la “nostra” casa) dovrà arrivare forte e chiara la nostra voce, una voce che non sia solo di lamento e di richiesta di aiuto, ma anche e soprattutto di proposte e di partecipazione costruttiva. E la “politica”, stavolta e dopo anni di autoreferenzialità, è obbligata ad ascoltarla la nostra voce!

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