Prima “Giornata Internazionale della Felicità”

 

03-20-happinessVietato essere tristi, oggi e’ la prima “Giornata Mondiale della Felicità”. A istituirla e’ stata, con l’accordo dei 193 Stati membri, l’Assemblea generale dell’Onu, l’Organizzazione delle Nazioni Unite. “Un cambiamento profondo di mentalità è in atto in tutto il mondo – spiega in un comunicato l’Onu – le persone riconoscono che il progresso non dovrebbe portare solo crescita economica a tutti i costi, ma anche benessere e felicità”. Il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-Moon ha chiesto alla Comunità Internazionale di impegnarsi per uno sviluppo inclusivo ed umano sostenibile, in grado di migliorare il benessere di coloro che non dispongono di servizi di base necessari per perseguire la felicità.

“La gente di tutto il mondo aspira a condurre una vita felice, libera dalle paure e dai bisogni, ed in armonia con la natura” esordisce Ban Ki-Moon nel suo messaggio per la Giornata. “Tuttavia, la condizione di benessere è ancora lontana per coloro, troppi, che vivono in condizioni di povertà estrema. Per molti altri, le ricorrenti crisi socio-economiche, la violenza e la criminalità, il degrado ambientale e la crescente insidia dei cambiamenti climatici, sono una minaccia sempre presente”.

Nel mese di aprile del 2012, le Nazioni Unite hano organizzato un incontro sul tema “felicità e benessere” su iniziativa del Bhutan, paese al quale spetta il primato della felicità nazionale rispetto al reddito nazionale sin dai primi anni ‘70. Nel mese di luglio, l’Assemblea Generale ha proclamato il 20 marzo Giornata Internazionale della Felicità, riconoscendo l’importanza della felicità e del benessere come obiettivi universali ed aspirazione nella vita delle persone in tutto il mondo.

“Sono incoraggiato dagli sforzi di alcuni governi per la progettazione delle politiche globali basate su indicatori di benessere” ha aggiunto Ban Ki-Moon. “In questa prima Giornata Internazionale della Felicità, cerchiamo di rafforzare il nostro impegno per raggiungere lo sviluppo dell’uomo e rinnovare il nostro impegno per aiutare gli altri e costruire il futuro che vogliamo”.

Fonte [un.org]

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